La grappa trentina

Vinarius s’impara | La Grappa Trentina

Gli approfondimenti dello Stage Vinarius in Trentino non hanno riguardato solo il vino! Grazie all’Istituto di Tutela grappa trentina, gli enotecari hanno portato a casa anche un nuovo bagaglio di conoscenze sui distillati locali.

La grappa trentina nasce da una tradizione familiare che si è tramandata per secoli. Risalgono infatti alla prima metà dell’Ottocento dei documenti che attestano la presenza dei “mastri distillatori” e che già alla corte degli Asburgo si bevevano i distillati trentini.

È proprio per sottolineare l’unicità e la qualità di questo prodotto che alcuni storici distillatori trentini decisero di dare vita a un organismo di tutela, e nel 1969 nacque l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, primo caso in Italia, con il compito di valorizzare la produzione ottenuta esclusivamente da vinacce trentine e di qualificarla con il marchio del Tridente, apposto e riconoscibile su ogni singola bottiglia. Con 25 membri, 2060000 litri di grappa prodotti e 181 tipologie diverse di offerta, oggi l’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino celebra l’arte della produzione della Grappa Trentina, un distillato in costante evoluzione.

In Trentino sono presenti in totale 28 delle 120 distillerie in Italia, che portano sul mercato appena l’8% della produzione: questo significa lavorare poca vinaccia freschissima, garanzia di qualità, di profumi ed eleganza nella grappa finale.

Il Trentino è più affezionato alle grappe derivanti da vinacce “autoctone” come Nosiola, Marzemino e Teroldego, ma anche quelle di Moscato o di Müller Thurgau si esprimono al meglio.

Il metodo

In Trentino nacque verso la metà del Novecento un metodo di distillazione caratteristico e particolare, denominato sistema a bagnomaria “Tullio Zadra”, dal nome del giovane garzone della bottega di un ramiere locale, che decise di iniziare a costruire per conto proprio alambicchi speciali, portando un’innovazione che avrebbe cambiato per sempre il mondo della grappa, sia trentina che oltre i confini provinciali.

Questi suoi alambicchi, per altro magnifici da vedere, soprattutto quando sono in funzione, accolgono la vinaccia che viene introdotta nella caldaia in quantità limitata, per garantire una migliore estrazione degli aromi. I principi di questa tecnica, che è anche chiamata comunemente “distillazione tradizionale”, seguono le vecchie regole della fonte di calore indiretto, della lavorazione lenta e del costante controllo dell’uomo. Il mastro distillatore può regolare meglio le temperature ed ottenere un prodotto più fine, proprio perché uno dei segreti per produrre una grappa di grande qualità consiste nel riscaldare in modo uniforme, lento e continuo, la cosiddetta “cotta della vinaccia”. L’altro elemento importante che contraddistingue la Grappa del Trentino è l’esperienza e l’abilità dei mastri distillatori di saper separare, al momento giusto, l’uscita delle preziosa essenza in tre parti: testa, coda e cuore, tenendo solo quest’ultimo, il meglio del meglio.

 

Per saperne di più:

Ringraziamo per l’ospitalità e l’organizzazione il Consorzio Tutela Vini del Trentino, l’Istituto Tutela Grappa del Trentino e Visit Trentino

photo credits: Istituto Grappa Trentina