viaggio studio vinarius alto adige 2025

Vinarius Academy: reportage del viaggio studio in Alto Adige 2025

Uno stage in Alto Adige rappresenta per il professionista del vino una delle esperienze più ambite, grazie alla nomea che il territorio ha maturato negli ultimi decenni: quella di un’elevata qualità dei vini in generale e l’aver raggiunto l’eccellenza soprattutto bianchista a livello nazionale. 

Il gruppo di enotecari Vinarius è partito quindi carico di aspettative per il viaggio studio in Alto Adige che si è svolto dal 5 al 7 ottobre 2025, in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige. La delegazione era composta da 13 enotecari, provenienti da 7 regioni d’Italia: Lombardia, Veneto, Toscana, Abruzzo, Lazio, Umbria, Sardegna.

I partecipanti al viaggio studio Vinarius in Alto Adige 2025

I partecipanti al viaggio studio in Alto Adige 2025: Andrea Terraneo dell’Enoteca La Barrique (Cantù – CO), Marina Manfrè dell’Enoteca – Gastronomia Stringhetto (Legnago – VR), Federico Conti dell’Enoteca I Terzi (Siena), Alessandro Aloisi di Cantine Isola (Milano), Pasquale e Alessia Quici di Cepa Royal (San Salvo – CH), Caterina Fucile dell’Enoteca Vino Vino (Terni), Gianni Luxoro e Maria Melis dell’Enoteca Nasacca (Carloforte – SU), Andrea Gaviglio dell’Enoteca Vino Vino dal 1921 (Milano), Giuliano Rossi dell’Enoteca la Fiaschetta (Roma), Marta Valentini dell’Enoteca La mia Cantina (Padova), Francesco Bonfio di AEPI

L’Alto Adige ci ha accolto con sole, aria fresca, colori che iniziavano a sfumare verso le tonalità autunnali e un’atmosfera da fine vendemmia. Nei meleti spiccavano invece ancora i frutti in attesa della raccolta.

Ad introdurci alle tematiche del viaggio studio è stato il sommelier Paolo Tezzele, esperto conoscitore del vino e di tutti i prodotti gastronomici altoadesini, con un seminario dedicato alla storia della produzione del vino in Alto Adige, con una panoramica sulla situazione attuale.

Seminario sui vini dell'Alto Adige a cura di Paolo Tezzele

Seminario sui vini dell’Alto Adige a cura di Paolo Tezzele

Visite in Cantina

Niente ci piace quanto assaggiare più vini possibile! Dai vini base alle riserve, dai vitigni più di nicchia ai grandi classici… E durante questo viaggio studio in Alto Adige, dopo la panoramica iniziale, abbiamo avuto modo di incontrare tanti produttori, che hanno condiviso con noi le loro bottiglie.
C’è chi si è innamorato di un Pinot Nero riserva, chi porterà nel cuore il Moscato Rosa, chi voleva portarsi a casa un Kerner particolarmente minerale… ma tutti hanno senza dubbio contribuito a darci l’immagine di una produzione attenta alla qualità, alla territorialità e al futuro.

Ecco i produttori che siamo andati a trovare in cantina:

Cantina Tramin

La prima cantina visitata è stata la cooperativa di Termeno, fondata nel 1898, che oggi conta 290 soci conferitori, che gestiscono 280 ettari vitati. La produzione è focalizzata sui bianchi, che rappresentano il 70%, provenienti per la maggior parte dal comune di Termeno. Negli anni ’70 la produzione era il triplo di quella odierna (1 milione e 900 mila bottiglie), grazie ad una graduale ma decisa conversione verso vini di maggior qualità, rese più basse e passaggio ai vitigni a bacca bianca. Il cavallo di battaglia della cantina è il loro Gewürztraminer, presente in più etichette nella linea più pregiata.

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Visita alla Cantina Tramin

Tenuta Englar

Siamo rimasti affascinati dalla visita alla Tenuta Englar, una dimora storica ricca di charme e di scorci pittoreschi, dove oltre alla cantina gli attuali proprietari offrono anche un servizio di accoglienza, con otto camere. Abbiamo assaggiato tutti i vini di loro produzione in una suggestiva degustazione en plain air, circondati dagli animali da cortile che ci sorvegliavano con aria curiosa.

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Visita alla Tenuta Englar

Tenuta e Cantina Convento Muri-Gries

Muri-Gries è una tenuta particolare, dove convivono tante realtà e anime diverse, tra cui quella enologica e quella monastica. La cantina gestisce 42 ettari vitati per una produzione di circa 650 mila bottiglie, soprattutto nella zona più vocata per il Lagrein. Oltre alla suggestiva vista alla cantina, situata in quella che era una volta la chiesa dei monaci agostiniani, e dell’antica cantina, dove oggi riposano le botti di legno, ospitata nel vecchio campanile, ad appassionarci è stata soprattutto la degustazione dei vini, insieme al direttore Manfred Bernard. Hanno suscitato particolare interesse il Lagrein riserva, il Pinot nero riserva e il Moscato rosa in vendemmia tardiva.

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Visita alla Cantina Convento Muri-Gries

Cantina Valle Isarco

L’ultima visita in cantina, e vigneto, è stata dedicata alla cooperativa più giovane dell’Alto Adige, che vede il coinvolgimento di 135 famiglie, per una superficie di 150 ettari. I vigneti si trovano principalmente in altura, ad un’altitudine che va dai 500 del fondovalle fino ai 1000 metri. Il focus della produzione (850 mila bottiglie) è sui vitigni a bacca bianca resistenti alle basse temperature, essendo la Valle Isarco particolarmente fredda (e ancor più lo era alla fondazione della cantina), provenienti da Germania e Austria, quindi Silvaner, Kerner, Müller Thurgau, Riesling, Grüner Veltliner.

La visita è stata condotta dal direttore Armin Gratl che ci ha sorpresi con due chicche che ci sono rimaste nel cuore: l’assaggio del Granit 960, Kerner maturato in una botte di granito proveniente dalla stessa Valle Isarco, e la degustazione panoramica in vigneto.

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Visita alla Cantina Valle Isarco

Abbiamo potuto visitare  queste quattro cantine, ma siamo riusciti ad assaggiare anche i vini di altre realtà, grazie ai produttori che ci hanno raggiunti ai pranzi e alle cene. Ringraziamo quindi anche Cantina Merano, Azienda Vinicola Falkenstein, Cantina Girlan, Cantina Vini K. Martini & Sohn, Cantina Bozen, Egger-Ramer, Abbazia di Novacella e Strasserhof.

Particolarmente apprezzati sono stati i momenti di assaggio di vecchie annate, che difficilmente avremmo potuto degustare in occasioni diverse da questa, che ci hanno dato un’idea del potenziale dei vini.

Cosa si fa in un viaggio studio Vinarius? –> Lo abbiamo spiegato con un video

 

Giuliano Rossi Francesco Bonfio durante una degustazione visita Alto Adige

momenti di degustazione e confronto tra colleghi

 

Come è andata? Parola agli enotecari

Come è andata? L’abbiamo chiesto ad alcuni degli enotecari che hanno partecipato a questo viaggio di approfondimento che ci ha portati a degustare nelle cantine, nei ristoranti, nei cortili (!) e nei vigneti dell’Alto Adige, apprezzandone tutte le espressioni: dalle versioni alto adesine dei vitigni internazionali fino ai prodotti di nicchia.

“L’alto Adige è, e resterà sempre, la regione italiana che adoro. Durante l’ultimo viaggio studio ho avuto conferma di quanto penso: è un territorio modello dal punto di vista enologico, ma non solo. Esemplare la convivenza tra cantine sociali e piccoli vignaioli che, seppur con quantità diverse, hanno in comune l’ideologia dell’alta qualità prima di tutto. Straordinaria la varietà di vitigni presenti in questa regione dove, tutto sommato, gli ettari coltivati non sono tantissimi vista l’estensione dei boschi e delle aree montuose. Ma proprio le diverse altitudini, varietà di suoli e microclimi diversi nelle varie vallate, consentono la coltivazione di molti vitigni, sia autoctoni che internazionali. Infine un elogio al Consorzio Vini Alto Adige che ha saputo accogliere le enoteche Vinarius con classe, professionalità ed l’eleganza.  Ogni viaggio in Alto Adige rappresenta per me nuove scoperte e torno a casa con la voglia di tornarci!”

Marta Valentini, Enoteca La mia Cantina, Padova

Durante questo stage abbiamo potuto vedere da vicino come uno stesso vitigno possa esprimersi in modo completamente diverso a seconda del territorio e delle scelte del produttore. Dai vitigni autoctoni come Schiava e Lagrein che raccontano la storia di queste terre: la Schiava con la sua leggerezza e immediatezza, il Lagrein con la sua profondità e il suo carattere deciso, alle varietà internazionali come Riesling, Kerner, Pinot Bianco, Sauvignon Blanc, Gewürztraminer, Chardonnay e Pinot Nero che si sono adattate perfettamente a questo territorio, trovando qui nuove sfumature e identità. Senza tralasciare il Sylvaner, uno dei protagonisti più autentici di questo viaggio.

Alessia Quici, Cepa Royal,  San Salvo CH

“Il sistema di produzione in Alto Adige dimostra come le cooperative possano raggiungere alti livelli qualitativi. Non è un fattore scontato. I soci sono stimolati a gestire la vigna secondo quanto stipulato con l’azienda per ottenere il risultato migliore possibile. Questo territorio ha un potenziale enorme per via della notevole differenza di suoli e per le molteplici varietà che si possono coltivare su di essi. Con l’introduzione delle UGA si è fatto un altro passo avanti, ma forse c’è bisogno di fare un po’ più di chiarezza a livello legislativo per non confondere troppo il consumatore finale.”

Alessandro Aloisi, Cantine Isola, Milano

“Dal punto di vista tecnico, ciò che più mi ha colpito è stata la diversità del terroir altoatesino e la sua capacità di esprimersi attraverso vini con caratteristiche molto differenti tra loro, pur mantenendo una linea di freschezza, eleganza e precisione aromatica. I vini degustati riflettevano la varietà dei microclimi e dei suoli: dalle zone più alte dove l’escursione termica conferisce profumi intensi e acidità, a quelle più basse (ma sempre elevate) dove si percepisce maggiore struttura e rotondità. Particolarmente interessante è stato notare come i vitigni autoctoni (o, come ci ha detto un produttore, “locali”) convivano armoniosamente con quelli internazionali, dando vita a prodotti unici e identitari.

Il vino che più mi ha sorpreso è stato il Kerner. Questo infatti è un prodotto di grande aromaticità, profumatissimo e con un profilo molto fresco, che riesce a essere aromatico ma equilibrato e a rappresentare lo spirito del territorio. Anche gli altri vini, dal Gewürztraminer ai Pinot fino ai Lagrein, erano tutti di ottimo livello e, soprattutto, coerenti con la filosofia e l’identità delle aziende che li producono.”

Caterina Fucile Franceschini, Enoteca Vino Vino, Terni

Puoi vedere delle interviste agli enotecari in questo video.

 

La Vinarius Academy

La possibilità di partecipare agli stage e agli eventi della Vinarius Academy, come il viaggio studio in Alto Adige 2025, è riservata alle enoteche associate a Vinarius.

Tanti nuovi viaggi nei territori ci aspettano nel 2026! Vuoi unirti a noi?

questo link sono disponibili le informazioni su come associarsi. Per ulteriori richieste scrivici a info@vinarius.it.

Reportage a cura di Silvia Benedet – silviabes